Marcello Cristallino, il menestrello della Capitale

Marcello Cristallino, il menestrello della Capitale

Si diletta a intrattenere il pubblico con le sue canzoni. Un poeta della musica che fa scivolare abilmente le dita su tastiere e corde di chitarra. Un menestrello della capitale che spopola tra ristoranti e locali vestendo i panni di rugantino. Perchè lui, Marcello Cristallino, classe1953, vicedirettore d’albergo, romano verace, con quella voce da mezzo tenore, quella simpatia innata e quella sensibilità rara riesce a catturare le attenzioni di un pubblico spesso distratto dalle prelibatezze culinarie dei ristoratori.
Ma quando attacca a cantare il ritmo cambia e il tintinnio di posate, piatti e bicchieri viene sovrastato dalla sua calda voce, che interpreta la canzone romana e napoletana con anima e core, come si conviene a un vero artista, perché questo è Marcello. “Sono nato a Rocca di Papa, in provincia di Roma, e amo esibirmi in cover anni Sessanta riadattate ai giorni nostri, secondo le tonalità di Franco Califano, Luca Carboni, Renato Zero, Tiziano Ferro e tanti altri big della musica italiana” dichiara il menestrello con pupille vivaci e scintillanti che saltellano qua e là. E il repertorio è così ampio da soddisfare chiunque.
Dai locali laziali e marchigiani ai teatri e alle piazze, in cui recita anche poesie e organizza festival e spettacoli musicali. “Ho iniziato 35  anni fa, in una trattoria rustica a stazione Termini – racconta Marcello -. Sei forte, mi disse il proprietario Valentino e così decisi di travestirmi da Rugantino, la maschera del teatro romano che rappresenta er bullo de Trastevere e iniziai a far concorrenza a romeni e zingari, che si improvvisano cantanti romani e napoletani”. E da lì è cominciata l’ascesa di quest’uomo poliedrico, che la sera si diletta a fare il menestrello, mentre di giorno ricopre con impeccabile savoir faire il ruolo di vicedirettore all’hotel storico Massimo D’Azeglio di Roma. “Presi lezioni di chitarra e iniziai a cantare quando ancora ero adolescente: Domenico Modugno, Beatles, Ray Charles – ricorda il rugantino con la chitarra -, una passione che non mi ha mai abbandonato”. Neppure quando Marcello divenne papà.
Continuò con un tale entusiasmo da trasmettere la vena artistica anche ai suoi tre figli, che lo seguirono per un po’, fondando il gruppo Cristal Music Group. “Il pubblico mi vuole bene, quando inizio a suonare non vuole più che me ne vada – esclama con una punta di orgoglio -. Giro tra la gente, mi siedo sulle gambe delle donne, le sbaciucchio con galanteria. Per me ogni frase è una poesia e in alcuni momenti piango davvero per l’emozione, sembra finzione ma è tutta realtà. L’amore è la mia musa ispiratrice e con la musica porto un messaggio di calore e di aggregazione. Trasmetto gioia, acchiappo il pubblico, entro nelle loro menti e ogni serata è un successo”. Perchè il menestrello di Roma è fatto così. Perchè passare una serata in sua compagnia è tutta un’altra cosa. Perché Marcello è Marcello.
di Luigina Giliberti
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